mag  12
17

Un adolescente su cinque perde i capelli

Se immaginiamo i giovani adolescenti specie nei film li vediamo con lunghi capelli scomposti. Purtroppo questa non è l’immagine che corrisponde alla realtà perché i dati relativi alla caduta dei capelli nelle fasce giovanili sono allarmanti.

Il 18% degli adolescenti italiani ha problemi di perdita di capelli. Ad affermarlo una ricerca promossa su un campione di 10 mila ragazzi italiani con la collaborazione di oltre 100 dermatologi sparsi su tutto il territorio nazionale da “IHRF, fondazione di ricerca per la patologia sui capelli”.

Lo studio ha evidenziato che la caduta dei capelli è maggiore tra i giovani dai 12 ai 20 anni e colpisce in misura maggiore i maschi rispetto alle donne.

La maggior parte degli adolescenti manifesta la alopecia androgenetica (cioè la forma più comune di calvizie). Capelli sottili, caduta accentuata, aumento della secrezione del sebo, fino a sviluppare un vero e proprio diradamento. Nella maggior parte dei casi la causa è genetica, legata alla trasmissione di un errore sui geni del cromosoma X ereditati dalla madri. In molti casi, soprattutto nelle ragazze la caduta dei capelli può essere innescata da cattive abitudini alimentari (gravi disturbi alimentari), il fumo e il sonno insufficiente.

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mag  12
15

Lo snack giusto per calmare la fame prima dei pasti

Ci sono momenti in cui il corpo ha bisogno di assumere snack. In genere accade prima di pranzo e di cena. La migliore cosa da fare è sicuramente consumare della frutta.

La famiglia delle bacche ad esempio possono bloccare la fame e sono ricchi di antiossidanti e vitamine. Alcuni esempi sono mirtilli, fragole e lamponi.

Anche le mele, pere e avocado possono essere degli ottimi blocca fame. Non contengono solo vitamina C ma sono ricchi di fibre buone per la digestione.

Anche se la frutta sembra ottima per la salute, non tutti i frutti sono buoni per essere consumati come snack nel tempo libero. Ecco secondo il Times of India quali sono:

1. Melone e Anguria
Sia melone che l’anguria hanno un contenuto di zuccheri molto elevato. Sono rinfrescanti e anche ricchi di acqua ma è bene non esagerare nel mangiarne a causa della notevole quantità di zuccheri.

2. Ananas
L’ananas ha un contenuto di zuccheri molto elevato. Tuttavia, questo frutto contiene anche un importante nutriente, che è la bromelina, un enzima che ha dimostrato poter ridurre l’infiammazione e il gonfiore.

3. Mango e Papaya
Anche se non è dolce come ananas, e meglio godere di questi frutti non spessissimo. La migliore opzione sono le banane che possono sostituire il senso di pienezza quando si mangia mango e papaia. Anche se le banane hanno un alto contenuto di zuccheri sono una ottima fonte di energia.

In sostanza, tutti i frutti sono buoni per il corpo, ma consumarne troppi possono avere un impatto negativo sulla salute.

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mag  12
14

Modi insoliti per predire il sesso del neonato

Le persone spesso provano a predire il sesso del neonato dall’aspetto della pancia della mamma. Pancia appuntita in avanti il nascituro sarà femmina, pancia più prominente di lato allora il nascituro sarà maschio. Tutto falso. Il metodo migliore per individuare il sesso di un bambino è l’ecografia.

Ecco alcune delle leggende metropolitane sulla predizione del sesso del piccolo:


1. Il peso corporeo del padre
Mito: se il peso del papà aumenta durante la gravidanza, il bambino sarà una femminuccia, mentre se rimane lo stesso o si riduce il bambino sarà un maschio.
Fatto: uno studio in Danimarca ha dimostrato che la maggior parte degli uomini non ingrassa quando la moglie è incinta. Solo una piccola percentuale diventa obeso ma la causa non è nota.

2. Dolce e salato
Mito: le donne che aspettano figlie femmine sono più golose di cibi dolci, mentre se aspettano maschietti bramano cibi salati.
Fatto: non ci sono dati per dimostrare questo mito. E il corpo da solo che decide se si ha voglia di zuccheri o di sali

3. La forma del volto della madre
Mito: se la forma del viso diventa più rotonda molto probabilmente sarà una femmina.
Fatto: quasi tutte le donne aumentano di peso durante la gravidanza, quindi il loro viso diventa di per sé rotondo indifferentemente se è una bimba o un bimbo

4. Battito del cuore
Mito: le donne che aspettano un bambino ha un battito cardiaco medio sotto 140/min, mentre se aspettano una bambina il loro battito cardiaco è al di sopra 140/min.
Fatto: gli studi hanno dimostrato che non c’è nessuna relazione e che tali differenze possono essere misurate soltanto dopo che il bambino è nato.

5. Le differenze nella dimensione del seno
Mito: se il seno destro è più grande allora si aspetta un bimbo, se il seno sinistro è più grande sarà una bimba.
Fatto: i cambiamenti ormonali e la produzione di latte rende la dimensione del seno più grande durante la gravidanza ma non ci sono prove che le differenze nelle dimensioni del seno di sinistra e destra sia associata con il sesso dei bambini.

6. Le malattie del mattino
Mito: se la mattina ci si sente spesso ammalate o stanche molto probabilmente sarà una bimba. Al contrario se non si verificano malattie di mattina c’è possibilità che sia un bimbo.
Fatto: la differenza di ormoni prodotti dal feto maschio e femmina è sospettata far scattare le differenze nel livello di percezione della malattia la mattina. La ricerca in Svezia tra gli anni 1987-1995 ha dimostrato che il mito è vero.

7. Temperature del piede
Mito: se si aspetta un bimbo i piedi sono spesso freddi.
Fatto: il ricercatore Alexander Nachnamen conferma il mito. Le donne in gravidanza che aspettano bambini maschi soffrono più spesso di disturbi della circolazione e i piedi spesso sono freddi al tatto.

8. Istinto della mamma
Mito: la previsione della madre del bambino di genere è di solito più precisa rispetto ai loro mariti o altri parenti.
Fatto: l’unica previsione è possibile solo attraverso l’ecografia ma se ci si affida all’istinto il 71% delle madri indovina il sesso del bambino.

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mag  12
13

Contraccezione ormonale e rischio coaguli sanguigni

I contraccettivi ormonali come cerotti, impianti vaginali, anelli vaginali comportano un aumento del rischio di seri coaguli sanguigni.

A sostenerlo è una ricerca dell’Università di Copenaghen che è apparsa in questi giorni sul British Medical Journal e che ha coinvolto donne della Danimarca non incinte, fra 15 e 49 anni che sono state seguite dal 2001 al 2010.

Nessuna di loro aveva mostrato coaguli sanguigni o casi di cancro prima dello studio. Hanno analizzato 9 milioni e mezzo di osservazioni sanitarie che comprendevano quasi 3500 casi di diagnosi confermate di trombosi venosa. Le donne che usavano unicamente contraccettivi orali basati su levonorgestrel, avevano un rischio di trombosi di tre volte superiore rispetto a quelle che non facevano uso di contraccettivi ormonali.

Quelle che usavano contraccettivi non orali come il cerotto avevano un rischio, sempre rispetto al primo gruppo, 8 volte superiore; quelle che usavano l’anello vaginale di 6,5 volte superiore. L’uso di un impianto sottocutaneo basato sul progesterone comportava invece un rischio solo lievemente maggiore, mentre l’uso di un impianto intrauterino basato sul progesterone non comportava nessun rischio in più .

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mag  12
12

Presto in arrivo il farmaco monodose

Avete l’armadietto dei medicinali che trabocca di farmaci? Nel 2013 potrebbe diventare solo un ricordo.

Entro l’inizio dell’anno prossimo il il servizio sanitario nazionale punterà sui farmaci monodose, per evitare gli sprechi. Si potranno acquistare farmaci confezionati con dosi adeguate alle diverse terapie, anche una sola pillola se necessario. È una delle ultime novità del decreto liberalizzazioni, approvate in commissione Industria del Senato e ora al vaglio della Camera.

Mediamente ogni famiglia ha in casa una giacenza di 200 euro annui di farmaci inutilizzati e scaduti: in questo modo il cittadino non sarà più costretto ad acquistare l’intera scatola ma unicamente le doti indicate nella posologia dal medico, percependo un immediato risparmio per sé e per la spesa farmaceutica pubblica. Il 50% del ricavato- stimato in 4 miliardi- sarebbe devoluto alla ricerca in campo farmaceutico.

Spetterà all’agenzia italiana del farmaco (Aifa) adottare entro la fine del 2012, una delibera per identificare le confezioni ottimali anche di tipo monodose in funzione delle patologie da trattare.

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mag  12
10

Curare l’infertilità maschile con uno stile di vita alimentare più sano

Gli sforzi per avere un bambino non devono concentrarsi solo sulla donna, anche la fertilità maschile deve essere considerata e in particolare la mobilità e la qualità degli spermatozoi. Ci sono molti modi per produrre spermatozoi sani a cominciare da una modifica dello stile di vita verso uno più sano.

Stile di vita
Per cominciare stare lontano dall’alcool e si otterrà un effetto positivo sull’aumento e sulla mobilità degli spermatozoi. Attenzione anche all’abbigliamento, pantaloni troppo stretti hanno una pessima influenza sulla qualità della produzione degli spermatozoi. Inoltre fare il bagno in vasche di acqua troppo calda non è una buona abitudine.

Zinco
Le ostriche sono conosciute come stimolatrici della passione. Mangiarne migliora l’umore e il loro contenuto in zinco favorisce la fertilità negli uomini, secondo una ricerca della University of Michigan. Altri alimenti che contengono zinco sono la carne, il fegato, i legumi, come piselli, fagioli e la radice di zenzero.

Calcio e vitamina D
BabyCenter.org ha riportato una ricerca della University of Wisconsin dove si è evidenziato che calcio e vitamina D aumentano la fertilità degli uomini. Gli alimenti che contengono calcio sono latte, formaggio, gelato e yogurt mentre la vitamina D può essere ottenuto dal salmone.

Gli antiossidanti (vitamine E e C)
Le vitamine E e C sono gli antiossidanti più potenti perché in grado di combattere i radicali liberi che danneggiano gli spermatozoi. Alimenti con la vitamina E sono gli spinaci, broccoli, kiwi, mango, pomodoro, semi di girasole, mandorle e burro di arachidi. Mentre la vitamina C la si trova negli agrumi e peperoni (rosso, giallo, arancione).

L’acido folico (vitamina del complesso B)
L’acido folico è una vitamina importante per incrementare la conta degli spermatozoi e migliorare la fertilità . Alimenti contenenti acido folico si trova in uva, cereali, grano, fagioli, asparagi, spinaci e semi di girasole.

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mag  12
9

Il consumo di frutta e verdura riduce il rischio di cancro al colon

La verdura e la frutta è ormai certo che sono ottimi alimenti antitumorali. La loro azione però non si svolge tutta alla stessa maniera perché ogni tratto dell’intestino reagisce in maniera diversa all’ingestione di frutta e verdura.

Ad esempio broccoli e cavolfiori proteggono dal carcinoma al colon prossimale, mele e spinaci proteggono dal cancro al colon distale, mentre troppo succo di frutta aumenta il rischio di tumore al colon retto.

A scoprirlo sono i ricercatori del Western Australian Institute for Medical Research di Perth (Australia).

Nel corso della ricerca – che ha coinvolto 1939 partecipanti, di cui 918 erano affetti da tumore al colon, gli scienziati hanno esaminato l’associazione esistente tra l’assunzione di frutta e verdura e tre tipi di cancro al colon: al prossimale, al distale e al rettale. Al termine, hanno scoperto che il consumo di brassicacee (come cavoletti di Bruxelles, cavoli, cavolfiori e broccoli) era collegato a una minore incidenza di tumore del colon prossimale, che l’assunzione di mele e verdure a foglia scura (come spinaci e verza) era connesso a un minor rischio di cancro al distale e, infine, che bere troppo succo di frutta aumentava il pericolo di sviluppare il tumore al colon retto.

Lo studio ha valutato diverse possibili fattori confondenti, tra cui una storia familiare di cancro colorettale, l’educazione, il livello di attività fisica, consumo di alcol, il fumo, la costipazione, l’assunzione di dolci, farmaci antidolorifici, e multivitaminici, così come variabili di alimenti diversi. Lo studio ha poi corretto per i fattori che hanno mostrato di alterare l’effetto dei cibi e gruppi di alimenti in fase di studio. Circa 25 alimenti e gruppi alimentari in totale sono stati esaminati.

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mag  12
8

Cabozantinib, il farmaco che ha bloccato la crescita tumorale

Gli scienziati hanno scoperto un farmaco rivoluzionario che potrebbe bloccare la crescita tumorale. In realtà, questo nuovo farmaco, secondo NewScientist, è in grado di prevenire la diffusione metastatica o la crescita tumorale.

La molecola si chiama cabozantinib o cabo ed è prodotta da una casa farmaceutica denominata Exelixis. Le proprietà della molecola sono state verificate da Donald McDonald presso l’Università della California in San Francisco e gli esperimenti sono stati condotti su topi a cui hanno diagnosticato un tumore maligno.

Un gruppo di ratti ha ricevuto dosi giornaliere di cabozantinib per 14 settimane. Dopo 20 settimane, tutti i ratti sono sopravvissuti.

L’esperto di tumori Holger Gerhardt, ha detto che non c’erano metastasi o crescita tumorale per più di 20 settimane. La natura innovativa di questo nuovo farmaco non solo inibisce i recettori di crescita endoteliali vascolari, che bloccano la crescita del tumore, ma inibisce anche le metastasi bloccando il flusso di sangue al tumore.

Le prove sono state condotte anche su 108 volontari umani che avevano il cancro alla prostata e metastasi ossee, con cabozantinib per tre mesi. Il risultato è stato che la dimensione del tumore di 82 persone era diminuita o scomparsa del tutto.

La crescita del tumore invece è avvenuta solo in tre pazienti durante il trattamento. Due terzi dei pazienti hanno riportato effetti positivi dei farmaci che agiscono come antidolorifici.

Interessante un paziente con metastasi ossee che è stato seguito per determinare gli effetti del farmaco su dolore e metastasi: alla 7ma settimana si è osservata una parziale risoluzione delle metastasi ed una riduzione dei farmaci antidolorifici ed ha continuato con il regime ridotto di farmaci anche alla 25ma settimana. Un secondo paziente ha sperimentato una risoluzione del dolore alla quarta settimana ed è rimato libero dal dolore alla 73ma settimana. I dati insomma sembrano confortanti.

Il test sul nuovo farmaco sta continuando su 246 pazienti per testare la riduzione del dolore, e un altro studio su 960 pazienti per verificare se questo farmaco rivoluzionario può estendere l’aspettativa di vita.

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