Insomma non avete tempo di andare in palestra e vi sentite con i muscoli contratti? Allora camminate, camminate e camminate. E’ una attività semplice, economica e la possono fare tutti. Aiuta a mantenersi in buona salute a patto però che si facciano almeno cinquemila passi al giorno.
Sono molti? Corrispondono a tre chilmetri ed è la strada che dovremmo percorrere a piedi tutti i giorni per conservarci in linea e in buona salute.
A dirlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha stimato i danni di una vita troppo comoda tra gli europei. Fare una vita sedentaria comporta 600.000 decessi l’anno in Europa e rappresenta una delle dieci cause principali di mortalità e disabilità nel mondo.
Sono circa 3,9 milioni i diabetici, 2 milioni e 250mila vivono con una diagnosi di tumore. Ancora più alto è l’impatto delle patologie cardiovascolari: la sola ipertensione, un vero ‘killer silenzioso’ provoca circa 240.000 morti l’anno ed è responsabile del 47% delle cardiopatie ischemiche e del 54% degli ictus cerebrali. Camminare o pedalare ogni giorno è una misura efficace per tenere sotto controllo questo e gli altri fattori di rischio e permette di dimezzare il rischio di morte.
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Arriva all’improvviso in momenti di forte stress, oppure cresce piano provocando un lieve senso di agitazione, poi un malessere sempre più intenso che stringe la gola con un “nodo” soffocante…è l’ansia quel disagio che si manifesta in particolari momenti della vita.
La natura offre numerosi rimedi per contrastarla e ha il vantaggio di non rischiare effetti collaterali né problemi di dipendenza.
Ecco le tre migliori piante antiansia:
Passiflora:
Ha una forte azioni ansiolitica utile anche in presenza di disturbi muscolari e gastrointestinali.
Escolzia:
Rilassa e favorisce il sonno senza causare stordimento al risveglio.
Melissa:
Ha azione sedativa.
Tutte e tre le piante le potete trovare nella vostra erboristeria di fiducia.
Utile è anche l’aromaterapia, indicata soprattutto come trattamento di pronto soccorso per fronteggiare gli arracchi d’ansia acuti e improvvisi, motivati da un evento appena accaduto o imminente. Gli oli essenziali infatti tramite l’olfatto raggiungono l’area limbica del cervello legata alle emozioni e all’istinto, inducendo un rilassamento immediato.
Quelli maggiormente indicati sono la lavanda angustifolia, arancio amaro o mandarino. Si trovano anche queste nelle erboristerie di fiducia.
Se c’è un elemento di cui non si può proprio fare a meno questo è il ferro. E’ indispensabile per produrre emoglobina, la sostanza che ha la funzione di portare ossigeno e quindi nutrimento a tutte le cellule. Non solo, è anche un componente fondamentale della mioglobina, la proteina che porta ossigeno alle cellule delle fibre muscolari quando sono sotto sforzo.
I cibi sono la migliore fonte di ferro basta aggiungerne quantità giuste nell’alimentazione quotidiana. E’ indispensabile non solo per aumentare la forza ma anche per le donne, la categoria che soffre maggiormente di stati carenziali di questo elemento.
I livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana (L.A.R.N) sono di 18 mg e per raggiungere questa quantità non è necessario mangiare carne rossa in continuazione.
Basta mangiare cibi ricchi di ferro come vongole, crusca di frumento, fagioli secchi, radicchio verde, soia, rucola, fave secche, piselli secchi, cozze, muesli…insomma la scelta è sicuramente ampia e varia. Cibi che è preferibile mangiare insieme a alimenti ricchi di vitamina C o al fruttosio perché funzionano da agevolatori nell’assunzione del ferro.
Sono da evitare tè o caffè, e inoltre non ha fondamento il detto delle nonne che diceva di bere un bicchiere di vino rosso a tavola per curare l’anemia. Nonostante il vino contenga 20 mg di ferro al litro (e quindi un bicchiere sarebbe comunque poco) vanifica l’assorbimento del minerale perché ricchi di tannini.
I nutrizionisti sconsigliano invece gli integratori, che forniscono sì grosse quantità di ferro ma in una forma chimica più pesante per l’organismo e più difficile da assorbire rispetto alla forma fornita da carni, molluschi e verdure.
I segnali di allarme di una carenza di ferro si fanno presto sentire. Non arrivando ossigeno ai vari organi e tessuti i segni maggiormente evidenti saranno pallore, debolezza, vertigini, sonnolenza, fatica respiratoria e perdita di concentrazione.
Per verificare se c’è una carenza di ferro basta fare l’analisi del sangue e per la precisione emocromo (per controllare lo stato dell’emoglobina), sideremia e ferritinemia (concentrazione della proteina che trasporta il ferro nel sangue).
Ora detto questo qualcuno dovrebbe informare braccio di ferro che vanno bene gli spinaci per rinforzare i muscoli ma forse un piatto di radicchio verde sarebbe stato meglio. Il radicchio apporta 7,8 mg di ferro per 100 grammi di prodotto mentre gli spinaci ne apportano solo 2,9 mg.
Argomenti: 18 mg di ferro, anemia, braccio di ferro, carni, cellule, cibi, donne, ferritina, ferro, Larn, molluschi e verdure, ossigeno
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Volete farvi un regalo? Toglietevi le scarpe e affondate i piedi in un prato erboso. Quello che proverete sarà unico: freschezza, piacere, benessere.
I nostri piedi sono nati per camminare nudi e liberi. Le scarpe sono arrivate molte tempo dopo.
Camminare a piedi nudi è un toccasana per tutto il corpo.
- Evita i ristagni venosi stimolando i vasi venosi che si trovano sotto la pianta del piede e che con il passo funge da pompa per far risalire il sangue verso il cuore. Si evitano oltre ai ristagni, le varici e i gonfiori.
- Si tonifica la muscolatura delle gambe e delle caviglie, perché la pianta cerca sempre l’assetto giusto per attutire le asperità del terreno, stimolando le fasce muscolari.
- Migliora la postura. La colonna vertebrale migliora la mobilità e i dischi intervertebrali ritrovano la loro elasticità.
Secondo i naturopati il contatto con l’erba ma anche con la terra soffice, umida di rugiada, è un modo per ritrovare un più profondo senso di sè e del mondo circostante. Una passeggiata a piedi nudi rilassa e restituisce energia.
Già l’abate Kneipp, famoso per le sue cure naturali con l’acqua consigliava il contatto dei piedi con il terreno, alla mattina presto, come rimedio per chi si sentiva apatico e privo di forze.
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Chi di voi non ha un amico/a che mangia tantissimo e non ingrassa alzi la mano!
Vi siete chiesti come fanno a mangiare così tanto e a non ingrassare? Ecco la risposta: hanno una particolare alterazione del cromosoma 16.
Uno studio pubblicato su Nature ha dimostrato che le persone che mangiano tantissimo e rimangono sempre magre sono portatrici di questa particolare alterazione.
Ogni persona ha normalmente una copia di ciascun cromosoma da ciascun genitore, quindi abbiamo due copie di ogni gene. A volte le sezioni di un cromosoma si possono duplicare o cancellare con un conseguente anormale ‘dosaggio’ di geni. In uno studio che ha analizzato il DNA di oltre 95.000 persone, i ricercatori dell’Imperial College di Londra e dell’Università di Losanna hanno identificato che la duplicazione di una parte del cromosoma 16 è associato al sottopeso, definita come indice di massa corporea inferiore a 18.5.
Questa alterazione nei bambini comporta una mancata crescita, nel senso che il loro tasso di aumento di peso è sensibilmente inferiore al normale. Un quarto delle persone invece presentava microcefalia, una condizione in cui la testa e il cervello sono anormalmente piccoli, che è associato con difetti neurologici e l’aspettativa di vita più breve.
È sempre più palese che nelle persone affette da obesità l’aumento ponderale sia dovuto a una causa genetica soggiacente. Identificare questi individui mediante l’effettuazione di test genetici, ci consentirà di offrire loro un sostegno adeguato e di intervenire in modo ottimale dal punto di vista clinico, ad esempio mediante la chirurgia bariatrica, in modo tale da migliorare il loro stato di salute sul lungo termine.
La scoperta secondo i ricercatori dell’Imperial cOllege di Londra e dell’università svizzera di Losanna, potrebbe portare a una svolta nella lotta ai disordini alimentari e all’obesità.
Lo studio è stato finanziato dal Medical Research Council , il Wellcome Trust , ed altre fonti.
Il potassio è un minerale importantissimo per l’organismo. Presente nei cibi, come legumi, spinaci, carote, rucola, agrumi, banane, funghi, noci. Ha il compito fondamentale di produrre energia da parte dell’organismo e di regolare il buon funzionamento di muscoli e del cuore.
Mantiene normale la pressione dei liquidi corporei e combatte la ritenzione idrica stimolando l’eliminazione dei liquidi a livello renale liberando l’organismo dalle tossine e quindi ha un effetto diuretico.
Ma perché svolga la sua funzione però occorre che il potassio sia nel giusto rapporto con il sodio ovvero 3 unità di potassio e 1 di sodio.
La maggior parte delle volte questo rapporto nel nostro organismo è sbilanciato a favore del sodio. Gli italiani in media introducono ogni giorno circa 10 grammi di sale, 4 volte più del necessario. Secondo gli esperti quello presente nei cibi è già da solo sufficiente a soddisfare le quantità giornaliere di sodio per l’organismo. Troppo sodio è causa di ipertensione arteriosa, che causa malattie cardiache, dei vasi sanguigni e dei reni.
Come fare a ridurre le quantità giornaliere di sale?
- ridurre progressivamente l’uso di sale sia a tavola che in cucina, preferendo il sale iodato;
- evitare l’aggiunta di sale nelle pappe dei bambini, almeno per il primo anno di vita;
- limitare l’uso di altri condimenti contenenti sodio (dadi da brodo, salse, maionese, ecc.);
- ridurre il consumo di alimenti trasformati ricchi di sale (snacks salati, patatine in sacchetto, alcuni salumi e formaggi, cibi in scatola);
- preferire linee di prodotti a basso contenuto di sale;
- leggere con attenzione le etichette dei prodotti;
- preferire spezie, erbe aromatiche, succo di limone o aceto per insaporire ed esaltare il sapore dei cibi.