Cellule staminali del cordone ombelicale. Le donne fuggono dall’Italia e le depositano nelle banche all’estero

Oltre diecimila mamme italiane, entro la fine dell’anno, depositeranno le cellule staminali del proprio cordone ombelicale nelle banche estere. La scelta è dovuta al divieto italiano di poterle riutilizzare in caso di gravi malattie dei figli.

In Italia è possibile solo donare, e in pochissime strutture, quindi non resta che ricorrere all’estero dove è permessa la conservazione. Sarà possibile conservare per almeno trent’anni, congelandole, un patrimonio di cellule staminali del cordone che potranno essere utilizzate nel caso in cui il piccolo dovesse avere malattie gravi.

Le staminali sono cellule che hanno una elevata capacità di riprodursi……e possono essere impiegate con successo nel trattamento di alcuni tipi di tumori maligni come leucemia, neuroblastoma, linfoma di Hodgkin e il mieloma multiplo, malattie del sangue, come anemia, talassemie e patologie correlate al sistema metabolico e alle immunodeficienze.

Il dato sarebbe destinato ad aumentare ancora secondo Genico, la società svizzera specializzata nella conservazione di staminali da cordone ombelicale. Solo due anni fa erano appena 1500 le famiglie che utilizzavano la pratica straniera, l’anno scorso il numero è salito a 5000.

Se siete interessati a conservare le cellule del vostro cordone ombelicale per salvaguardare la vita futura del figlio che state per partorire, ecco alcuni indirizzi che possono fare a caso vostro:

Banca privata staminali
Stoccaggio autologo staminali con canone annuale. 1° anno in omaggio
www.powercells.it

Terapia cellule staminali
Trattamento con cellule staminali adulte per le malattie degenerative
xcell-center.it/CelluleStaminali

Cordone Ombelicale
Conservazione Cordone Ombelicale Uso proprio.
StemBank.ch/Cordone_Ombelicale

Via [salutedonna]

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    11 thoughts on “Cellule staminali del cordone ombelicale. Le donne fuggono dall’Italia e le depositano nelle banche all’estero

    1. CRICRI

      CIAO ANDREA! NON SO CHE DIRE… HO AVUTO DUE BIMBI E CON ENTRAMBI HO FATTO PARECCHI ESAMI SUPPLEMENTARI X POTER DONARE LE CELLULE STAMINALI DEL CORDONE OMBELICALE MA “purtroppo” SONO NATI ENTRAMBI DI SABATO E NON POTEVANO PRELEVARLE!MANCAVA IL PERSONALE ADDETTO… ASSURDO ??????? SI E’ QUELLO CHE PENSO ANCH’IO. MAGARI NON SAREBBERO SERVITE A NESSUNO, MAGARI SI…. PROVO RABBIA PERCHE’ PENSO CHE SE SFORTUNATAMENTE SERVISSE AD UNO DEI MIEI BIMBI E ALTRE MAMME COME ME NN LO HANNO POTUTO DONARE MI ASSALE UNA GRANDISSIMA RABBIA. HO ALMENO AVUTO LA FORTUNA DI DONARE IL MIO MIDOLLO OSSEO MA ANCHE IN QUEL CASO NON HO POTUTO SAPERE SE IL RAGAZZO STA BENE….SIAMO IN ITALIA. A PRESTO CRI

    2. Andrea

      A PROPOSITO DI STAMINALI

      Cosa sappiamo davvero sul complesso e affascinante mondo delle cellule staminali?
      Poco, l’unica cosa che possiamo dire è che le stesse sono la causa di tante polemiche e di numerosi dibattiti che spesso non fanno altro che confondere il lettore.
      Quasi quotidianamente ci vengono annunciati successi strepitosi nel campo della ricerca e delle possibili cure che spesso non sono altro che ripetizioni e aggiornamenti di cose già conosciute.
      Malati, familiari, addetti ai lavori domandano sempre più spesso perché queste cure non sono accessibili in Italia e in Occidente in generale se tutti sono convinti che questa strada sia il futuro prossimo della medicina.
      Vediamo di tentare di spiegare il perché di questa situazione.
      Dal punto di vista etico Il documento vaticano Dignitas Personae premette che la ”terapia genica” e’ ”in linea di principio moralmente lecita”, nei limiti di ogni altra terapia medica, ovvero se si evita l’accanimento terapeutico. Tuttavia, il Vaticano mette in guardia nei confronti di chi vuole migliorare o potenziare la ”dotazione genetica” di una persona, perché tali manipolazioni favorirebbero ”una mentalità eugenetica” e introdurrebbero ”un indiretto stigma sociale nei confronti di coloro che non possiedono particolari doti”.
      Riguardo l’uso terapeutico delle cellule staminali, sono definite lecite quelle metodiche che non procurano un grave danno al soggetto da cui si estraggono e quindi nel caso di prelievo dai tessuti di un organismo adulto, dal sangue del cordone ombelicale al momento del parto, dai tessuti dei feti morti di morte naturale.
      Da parte della Chiesa quindi “si nutre una più che giustificata perplessità sulla tecnologizzazione delle fasi dell’inizio della vita, esprimendosi con ottimi motivi contro la manipolazione dell’embrione, la sua clonazione per qualsiasi scopo.” Non divieti ma un appello a considerare fondamentale la dignità della persona umana.
      Veniamo ora ai problemi legati al discorso economico. La prima cosa da sottolineare è che le cellule staminali, a differenza dei medicamenti, non sono un prodotto brevettabile per cui non vi è un’interesse di sviluppo da parte dei grandi gruppi farmaceutici. Proprio in questi giorni la Corte Suprema tedesca ha sottoposto alla Corte Europea di Giustizia un caso controverso di disputa riguardante il diritto di brevetto sulle cellule staminali embrionali umane. Il caso, che riguarda una patente di utilizzo di queste cellule, ha avuto inizio nel 2004. La patente, richiesta alle autorità tedesche fin dal 1999, certifica determinati metodi e procedure di laboratorio per le cellule staminali embrionali umane, che in Germania possono essere utilizzate per scopi di ricerca.
      Il secondo aspetto riguarda la perversa triangolazione tra Aziende, Centri di ricerca e Associazioni di pazienti.
      ”Il conflitto di interesse nella ricerca è una condizione e non un comportamento nel senso che essendo essa finanziata dall’industria ne viene anche condizionata, spesso in maniera inconscia”. La questione riguarda la maggior parte dei ricercatori biomedici, come testimoniato da uno studio comparso sul Jama (the Journal of the American Medical Association) nel 2003, condotto su 789 articoli tratti dalle maggiori riviste mediche. Ne risulta che ben un terzo degli autori più importanti ha degli interessi economici nella propria ricerca, ad esempio perché sono le case farmaceutiche a finanziarla. Queste ultime hanno avuto storicamente una grande importanza, visto che quasi tutti i nuovi farmaci degli ultimi cinquanta anni, a cui si deve la trasformazione della medicina, sono stati prodotti da loro. Ma gli interessi delle aziende, dei medici, dei pazienti e dunque delle riviste non sempre coincidono. Un’azienda farmaceutica ha tutto l’interesse a fare assumere ai pazienti un proprio farmaco pur sapendo che un altro potrebbe essere migliore.
      Le Associazioni di Pazienti ricevono spesso donazioni dalle stesse Aziende che sponsorizzano i Centri di ricerca a loro volta sostenuti dalle stesse Associazioni che sopravvivono grazie ad un ruolo sociale riconosciuto dal sistema.
      In pratica il tutto si inserisce in un meccanismo istituzionale che tende a perpetuare il suo status quo difendendosi paradossalmente dal pericolo di cambiamento derivante da una nuova prospettiva del problema realizzabile attraverso un’innovazione.
      Il grosso del dibattito viene allora spostato sulle pubblicazioni scientifiche.
      Queste ultime, che sono il mezzo attraverso cui viene divulgata la scienza medica a volte contengono “poca scienza”. Negli ultimi anni sono state criticate per aver pubblicato degli studi scientificamente deboli, in quanto le loro conclusioni non erano supportate da un metodo e dai dati, ed erano irrilevanti per i medici, e in definitiva per i pazienti In secondo luogo, secondo l’ex direttore del BMJ, è da rivedere il sistema di certificazione della peer review – la cosiddetta “revisione dei pari” – ovvero la richiesta ai “pari” degli autori degli studi scientifici di rivederli criticamente prima della pubblicazione- è un processo da riformare, in quanto “fa acqua da tutte le parti”. Lo ha dimostrato, ad esempio, lo stesso British Medical Journal, che ha dedicato all’argomento ben 5 congressi internazionali. Spesso i revisori non si accorgono degli errori presenti nelle ricerche. Da un recente studio condotto su 300 di essi, ai quali era stato sottoposto un testo di 600 parole contenente 8 errori, è emerso infatti che nessuno è stato in grado di individuarne più di cinque, che il 20% non ne ha riconosciuto addirittura nessuno, e in media ne sono stati individuati soltanto due. Eppure gli editori continuano ad essere convinti che abbia un valore inestimabile.
      A questo proposito va però sottolineato che il 13 ottobre 2009, i direttori di tutte le riviste dell’International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) hanno pubblicato simultaneamente un editoriale che detta le nuove regole per la dichiarazione dei conflitti di interesse degli autori. Sono norme severissime che prevedono l’esplicitazione dei legami finanziari degli autori con enti commerciali che possono avere qualsiasi interesse nel lavoro da pubblicare fino ai 36 mesi dalla data della presentazione del manoscritto. Dai regali, agli onorari, ai rimborsi per viaggi e soggiorni, all’eventuale pagamento o aiuto all’autore (o all’istituzione di appartenenza) per il lavoro presentato, da parte di un ente esterno (es. sussidi, monitoraggio dei dati, disegno dello studio, preparazione del manoscritto, analisi statistica, ecc.), fino a qualsiasi legame finanziario simile che coinvolga il coniuge o i figli minori di 18 anni. Ma anche i rapporti rilevanti non finanziari (personali, professionali, politici istituzionali, religiosi o altri) che un lettore dovrebbe conoscere rispetto al lavoro pubblicato.
      In conclusione possiamo quindi ritenere corretto quanto pubblicato su Le Scienze di agosto 2009 che, per bocca di due autorevoli scienziati quali Olle Lindvall e Insoo Hyun, afferma che “per orientarsi in questi casi si può attingere dall’esperienza di altri settori i cui progressi esulano dai trial clinici, come la chirurgia” e che “il giudizio sui viaggi della speranza che riguardano le staminali andrebbe rivisto” e, aggiungiamo noi, considerato come possibile e legittimo tentativo di migliorare la situazione di molti pazienti.

      Andrea Mazzoleni, dicembre 2009

    3. Franca

      Al di la’ della questione chiesa o non chiesa, volevo segnalare per qualche donne interessata, una banca genetica inglese che opera a Roma e si occupa proprio della Conserazione delle cellule staminali da cordone ombelicale. Si tratta della Future Health e nel sito si trovano tutte le info necessarie: http://www.futurehealth.co.uk/it/index.html

      ciao a tutti F.

    4. Francesco Rom.

      Che lo Stato italiano non sia propriamente laico è innegabile, ma odio la superficialità di certi discorsi che vedono nel Vaticano o nei preti la causa di ogni sfascio.
      In qs caso, ad esempio, non mi pare affatto vero che il Papa e la Chiesa cattolica siano contrari alla conservazione ed alla ricerca sulle staminali cordonali (qlle prelevate da cordone ombelicale). La loro opposizione invece è ferrea per le staminali embrionali, ma chiunque capisce che in quel caso vengono in rilievo altri valori, su cui si può essere più o meno d’accordo.
      Ritengo quindi che i divieti che vigono in Italia per la conserazione autologa delle staminali cordonali siano piuttosto da ricollegare alla mera inefficienza del nostro Ministero della Sanità.

    5. Giuliano

      Le staminali no, perchè si attenta al principio della vita, dice la chiesa (con la c minuscola. Però il papa (con la p minuscola) festeggia il suo ultimo compleanno con un capo di stato che ha fatto uccidere decine di esseri umani quando era governatore in uno stato degli USA, che fa uccidere dalle 500.000 alle 800.000 persone “per portare la sua democrazia” in Irak nonostante il grido addolorato (la guerra no) del Papa precedente, quel papa che però, faranno santo subito… e potrei continuare all’infinito. Che chiesa e che stato (con la s minuscola) che non garantisce i diritti ai suoi cittadini a prescindere dal loro pensiero religioso.

    6. Francesco Riggio

      salve a tutti, io sono iscritto alla facoltà di scienze e sapete una cosa: gia appena si parlava di riforma universitaria anzi ammazza università, mi ero pentito di essermi iscritto a questa facoltà anche perchè già eravamo penelizzati prima, ora ancoa peggio. Questo è veramente il colmo se ora non si possono più utilizzare le cellule staminali che sono NOSTRE per salvare il proprio figlio COS’ALTRO SI DEVE FARE? La ricerca in questo paese di m… è quasi ZERO ora forse si ci arriva veramente!!! ADDIO RICERCA E RICERCATORI!!! Cordiali saluti a tutti voi che leggete
      Francesco Riggio

    7. Francesca

      Certo, questo é ciò che purtroppo succede in questo bel paese di m…. Finchè ci sarà quel signore al vaticano non avremo speranze.

    8. Francesco

      Purtroppo l’italia è ancora condizionata dall’influenza negativa della chiesa che non permette alla scienza di fare progressi per curare alcune malattie molto gravi,quindi da questo si può comprendere come la chiesa sia più interessata a difendere le sue posizioni politiche piuttosto che lottare per il bene dell’umanità

    9. Francesco

      Certo, questo è ciò che succede quando la scienza e la morale (laica, diritto di salvare i propri figli con le staminali e di fare ricerca su questi temi) sono ben più avanti delle imposizioni e delle influenze della chiesa cattolica nelle istituzioni e perfino nelle leggi dello stato. Siamo indietro. Saluti Francesco

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