Siete stanchi e affaticati, avete spesso sonno? A volte non sono i sintomi della primavera ma piuttosto della ghiandola tiroidea che funziona male.
Meglio allora andare dal proprio medico di famiglia e parlare con lui dei sintomi. Vi prescriverà gli esami adatti per verificare se soffrite di ipotiroidismo ed indirizzarvi ad uno specialista.
Noi invece vi spieghiamo come “nutrire” la tiroide, solo scegliendo i cibi adatti, secondo le direttive fornite dalla nutrizionista Julia FitzGerald.
Proteine: aggiungere delle noci o semi ai cereali del mattino dà la giusta quantità di proteine. Eviterei di fare colazione, come suggerisce lei, con arighe affumicate o fagioli.
Vitamina A: si trova nel fegato, uova, pesce, arance e verdure verdi.
Vitamina E: si trova nei semi di girasole, germe di grano, olio di riso o olio d’oliva.
Selenio: noci brasiliane, pesce, frattaglie, aglio, uova e funghi.
Zinco: ostriche, fegato, lenticchie, uova e fagioli.
Iodio: frutti di mare ed alga marina, particolarmente kombu ed arame.
Alcuni cibi possono ridurre la produzione di ormoni tiroidea quando vengono consumati in abbondanza. Questi includono soia (particolarmente se è presa come un integratore), manioca e la famiglia delle crucifere (p.es. cavolo cappuccio, cavolfiore, broccoli e crescione) se è consumati crudi. Comunque, queste verdure sono molto salutari e basta passarle al vapore per evitare effetti negativi sulla tiroide.
Di iodio si ha bisogno solamente in piccole quantità, evitare, quindi gli integrato di di iodio soprattutto se in gravidanza o allattamento.
Se i sintomi (e giro vita) non diminuiscono dopo alcuni mesi, è meglio discuterne con un esperto.
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Grazie.
Agata
Esatto Agata
un consumo non esagerato non provoca danni.
Finalmente qualcuno che scrive e fa chiarezza. Sono ipotiroidea autoimmune e credetemi reperire delle informazioni sulla corretta alimentazione non è facile.
Devo dedurre quindi che il consumo di tofu non esagerato non provoca danni.
Grazie