La media aritmetica di un insieme numerico non è altro che la somma di tutti gli elementi che compongono l’insieme diviso il numero di elementi. Ecco questo è quello che fa il nostro cervello quando viene “bombardato” da informazioni provenienti dalla vista, udito, olfatto, gusto e tatto.
Gli scienziati dell’Università di Rochester, della Washington University di Saint Louis e del Baylor College of Medicine hanno scoperto come il nostro cervello riesca a ricevere tutti i segnali del mondo esterno e a elaborarli in maniera corretta.
Praticamente fa la medica aritmetica ponderata della informazioni e ne elabora la percezione dell’ambiente esterno nella maniera corretta.
Lo studio, pubblicato online su Nature Neuroscience, è la prima prova diretta di come il cervello combini fonti multiple di informazioni sensoriali per formare una percezione più accurata possibile dell’ambiente percepito.
In che maniera può essere utile questa scoperta? Sicuramente per nuove terapie per persone con il morbo di Alzheimer e disturbi simili ha detto Greg DeAngelis, docente e presidente del ‘Brain and Cognitive Sciences’ all’Università’ di Rochester – e potrebbe anche aiutare gli scienziati e gli ingegneri a progettare sistemi artificiali nervosi più sofisticati come quelli utilizzati nei robot”.
La ricerca dimostra che il cervello non ha bisogno di ‘decidere’ prima quale segnale sensoriale sia più affidabile, confermando ed estendendo la teoria computazionale sviluppata in precedenza da Alexandre Pouget. Le computazioni di livello inferiore eseguite da singoli neuroni, se ripetute da milioni di neuroni in modo simile, stimolano la capacità complessa del cervello di carpire quali segnali sensoriali abbiano più peso. In sostanza abbatte la complessità di una computazione in una serie di operazioni molto semplici eseguite contemporaneamente da molti neuroni.
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