Il Selenio è un elemento importante per l’organismo. Protegge da alcuni degli effetti neurologici della carenza di iodio, contribuisce a prevenire patologie croniche quali tumori e malattie cardiache.
La carenza di selenio facilita l’insorgere di una malattia al cuore, detta “malattia di Keshan”, e provoca molti disturbi, anche gravi, tra cui anemia, distrofia muscolare, ipertensione e problemi al sistema immunitario. Bisogna però sottolineare che è molto raro che si riscontri carenza di selenio nel corpo umano.
Dove lo troviamo? Nelle frattaglie e pesci, nelle carni e cereali e nei prodotti lattiero caseari. La dose massima raccomandata di selenio è di circa 200 microgrammi, e sopra i 400 la sostanza diventa tossica e può causare disturbi gastrointestinali, febbre e degenerazione di capelli e unghie. Per arrivare a questi effetti, però, bisognerebbe fare enormi e ripetute scorpacciate di alimenti ricchi di selenio.
C’è uno studio che dà al Selenio un’altra proprietà importante ed è quella di proteggere gli uomini dalla disglicemia, una alterazione del metabolismo glucidico. Con il termine disglicemia si intende quelle situazione in cui i valori glicemici sono modicamente alterati e instabili, ma senza raggiungere o mantenere livelli tali da diagnosticare una alterata tolleranza al glucosio.
Lo studio, condotto in Francia, ha rilevato che gli uomini che presentavano maggiori livelli di selenio nel sangue erano associati a un minor rischio di sviluppare la disglicemia in futuro. Curioso però che questo elemento sia di effetto solo sugli uomini, nelle donne invece sembra non avere lo stesso effetto protettivo.
Lo studio presuppone che questo sia dovuto al fatto che nei due sessi il selenio venga elaborato in maniera diversa.
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