Un allarme infezione batterica da Stafilococco-aureo resistente all’antibiotico meticillina arriva da Gran Bretagna e Danimarca. Lo studio è stato pubblicato su Lancet e sostiene che non c’è nessun rischio per il latte pastorizzato e i prodotti lattiero-caseari, ma le persone che lavorano con gli animali potrebbero essere a rischio.
Battezzato come il batterio ‘divora-carne’, il batterio Staffilococco-aureo meticillino-resistente (Mrsa, nell’acronimo in inglese), provoca una forma particolare e rara di infiammazione degli strati profondi della pelle e dei tessuti sottocutanei, che si espande rapidamente attraverso la componente molle del tessuto connettivo che permea il corpo umano (fascia). E’ diventato una minaccia per gli ospedali di tutto il mondo, perché è potenzialmente mortale quando infetta le ferite.
“Sebbene ci siano indizi che le mucche da latte forniscano un serbatoio di infezione, non è ancora chiaro se siano le mucche ad infettare le persone o le persone che infettino le mucche; e questa è una delle cose che cercheremo di accertare prossimamente”, ha detto Holmes, uno degli autori dello studio, nel corso di una conferenza stampa.
Il team è incappato nel nuovo batterio Mrsa mentre studiava la mastite, una grave malattia che colpisce la vacche da latte: i ricercatori hanno trovato lo stesso gene mutato in 13 dei 940 campioni prelevati da 450 allevamenti da latte dell’Inghilterra meridionale; esami su persone curate per l’Mrsa hanno poi trovato lo stesso nuovo ceppo in 12 casi in Scozia, 15 in Inghilterra e 24 in Danimarca. Gli scienziati hanno poi individuato uno grappolo di campioni umani e bovini contenenti lo stesso nuovo ceppo, il che suggerisce la trasmissione tra bovini ed esseri umani.
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